L'Associazione Italiana delle Culture dopo tre anni di attività e dopo aver cercato negli ultimi mesi di creare un fronte unico, comune, tra editori, librai, scrittori e lettori, per raggiungere una legge per il libro, cessa le proprie attività. Chiudiamo per dare un segnale forte.
Potremmo proseguire nel lavoro ma lo faremo con altri mezzi, mentre con questo gesto desideriamo sottolineare che dopo aver organizzato due convegni, numerosi incontri, lanciato due progetti, non esiste alcuna volontà di cambiare lo stato delle cose nel mondo dell'editoria.
Nessuno, dai librai, agli editori, agli scrittori intende impegnarsi se non nel proprio piccolo ambito e orticello. E allora proseguiamo così tra lamentele, lagne e accuse. Questa l'Italia dell'individualismo, del menefreghismo, delle gelosie e del piccolo cabotaggio.
Noi ci abbiamo provato e lo faremo ancora a partire
dalla prossima Fiera del libro di Torino con la rivista letteraria Prospektiva.
Lavoreremo ancora per dare all'Italia una legge sul libro come esiste in molti
altri paesi europei. Partendo proprio dal prezzo fisso del libro.
Andiamo avanti.
Andrea Giannasi